VDI: Cos’è e Come Funziona una Virtual Desktop Infrastructure

Virtual desktop Infrastructure (VDI) cos’è e perché oggi è una delle piattaforme vitali per regalare continuità e adattamento alle imprese italiane.

La prima puntata dell’esclusiva rubrica #DigitalWorkspaceCloud. Un viaggio nel digitale che sta accendendo la ripartenza. Realizzato da SergenteLorusso in collaborazione con Prisma SPA e Citrix

Le guide pratiche, i video, le cose da fare subito, gli errori da evitare, le voci dei manager impegnati sul territorio e i casi di successo delle aziende italiane che, proprio nel pieno di questa emergenza, hanno acceso i loro spazi di lavoro grazie alla magia del cloud e alle competenze di due partner di valore. Uno spazio utile, innovativo, veloce e pratico esattamente come deve essere il digitale che serve, oggi, a ogni forma e dimensione di impresa.

Ma, come sempre andiamo con ordine.

Virtual desktop Infrastructure (VDI) cos’è

Virtual desktop Infrastructure (VDI) è una parola che sta risuonando sempre di più frequente, soprattutto a partire dall’inizio della pandemia. Quello che più o meno tutti abbiamo afferrato è che la VDI possa garantire in qualche modo lo Smart Working e l’operatività dei lavoratori e delle aziende in questa fase estremamente complessa e non solo. Ma come funziona realmente la VDI? Cosa la distingue dalle altre tecnologie? Quali possono essere i benefici per le aziende e quali i possibili scogli da superare? Come sempre, cerchiamo di andare con ordine con una definizione che possa aiutarci a capire di che cosa stiamo esattamente parlando. Una spiegazione importante di cosa sia la VDI è data da Citrix, un vendor impegnato in prima linea nel Digital Workspace e nel mercato della VDI. “L’infrastruttura desktop virtuale (VDI) indica l’utilizzo di macchine virtuali per fornire e gestire i desktop virtuali. L’infrastruttura VDI ospita gli ambienti desktop su un server centralizzato e li distribuisce agli utenti finali su richiesta”.

Come funziona la VDI

Messa in altri termini, con VDI si fa riferimento a una tecnica di virtualizzazione che consente l’accesso a un’interfaccia desktop virtualizzata.

Questa interfaccia è ospitata su un server remoto collocato all’interno di un Data Center e l’utente vi accede tramite Internet. Da un punto di vista strettamente operativo, la VDI assicura la disponibilità di una copia virtuale di quello che si potrebbe trovare in un classico pc desktop fisico presente in azienda.

Parliamo quindi del sistema operativo (OS), solitamente Windows o Linux, ma anche e soprattutto di applicazioni aziendali, documenti e altri dati, che vengono archiviati ed eseguiti direttamente dal server remoto.

Grazie alla VDI, insomma, l’esperienza utente risulta in tutto e per tutto simile a quella che si potrebbe avere utilizzando un computer fisico.

Eppure, il funzionamento della VDI non è né semplice né automatico, ma presuppone il funzionamento di diverse tecnologie capaci di lavorare in maniera coordinata per presentare con successo un desktop virtuale a un utente.

In particolare, un componente chiave per il funzionamento della VDI è l’hypervisor, ovvero un software capace di segmentare i server in macchine virtuali che, a loro volta, ospitano i desktop virtuali a cui gli utenti accedono in remoto dai loro dispositivi.

Questa operazione, in realtà, è resa tecnicamente possibile da un broker di connessione, ovvero un gateway basato su software che agisce da intermediario, consentendo agli utenti finali di accedere e lavorare con i desktop virtuali.

La differenza tra VDI persistente e non persistente

Sempre da un punto di vista tecnologico, può essere effettuata una importante divisione tra la VDI persistente e non persistente.

  • Nella VDI persistente un utente si connette sempre allo stesso desktop virtuale, con un rapporto 1:1, dunque esiste la possibilità di personalizzarlo in base alle proprie esigenze, Soprattutto, il vero vantaggio è di poter salvare le modifiche effettuate (password memorizzate, collegamenti e screensaver), fattore che rende i desktop virtuali in tutto e per tutto simili a un desktop fisico.
  • Nella VDI non persistente, invece, gli utenti si connettono a desktop generici senza avere la possibilità di effettuare un salvataggio delle modifiche. Questa modalità è in genere considerata più semplice ed economica della VDI persistente, dal momento che non è necessario rendere sempre disponibile i desktop personalizzati.

In entrambi i casi, comunque, la VDI è in grado di assicurare una serie di vantaggi concreti alle aziende che la adottano. Come si è potuto vedere in questi mesi, i sistemi VDI sono ideali per fornire un accesso da remoto ai sistemi informatici aziendali da qualsiasi luogo, dunque anche da casa. E non soltanto da un Pc Desktop o laptop, ma anche da dispositivi mobile, fattore che ovviamente abilita il lavoro di tutta una serie di figure professionali, come ad esempio le reti di vendita.

I benefici della VDI

Oltre a questo vantaggio abbastanza noto della VDI, esistono tutta un’altra serie di benefici meno conosciuti. Innanzitutto il risparmio: dal momento che l’elaborazione viene effettuata sul server, i requisiti hardware dei dispositivi utilizzati dagli utenti finali possono essere molto più bassi, tanto che – come detto – risulta possibile accedere ai desktop virtuali anche da Tablet o altri dispositivi mobili.

Questo riduce la necessità per l’IT aziendale di dotare i propri dipendenti di strumenti hardware performanti ma costosi.

Ulteriori risparmi di tempi e di costi possono arrivare dalla gestione centralizzata tipica del modello VDI che, per esempio, consente alle risorse IT di installare patch, aggiornare e configurare senza difficoltà tutti i desktop virtuali con un’unica operazione, senza prendere fisicamente in carico ciascun device. Questa modalità assicura anche importanti plus da un punto di vista della sicurezza informatica: in un ambiente VDI, i dati risiedono sul server, ben protetto all’interno di un Data Center, invece che essere ospitati fisicamente sul dispositivo client dell’utente finale. Questa modalità azzera i rischi in caso di furto del device o anche di un attacco del cybercrime, in particolare del ransomware. Un altro vantaggio della VDI risiede nella scalabilità: quando un’organizzazione ha necessità di espandersi rapidamente, magari per periodi temporali limitati o altre necessità, la possibilità di contare sui desktop virtuali può rivelarsi estremamente utile, permettendo al team di configurare IT in pochi minuti dispositivi endpoint pronti per lavorare con le applicazioni aziendali, ottimizzando in maniera decisiva le tempistiche. Infine, i sistemi VDI possono essere impiegati anche come soluzione di backup e ripristino di emergenza (ripristino di emergenza), dal momento che i dati degli utenti vengono regolarmente archiviati e salvati sul server remoto.

Il ruolo dei partner per la VDI

Tutto semplice allora? In realtà, come abbiamo parzialmente spiegato sinora, dietro la VDI ci sono diversi elementi tecnologici (rete, storage, server, macchine virtuali, ecc) che devono essere combinate attentamente tra di loro, se si vuole dare effettivamente vita a un progetto di successo. quando decine di dipendenti si collegano in contemporanea al proprio desktop virtuale utilizzando lo stesso server, il rischio di rallentamenti e colli di bottiglia è dietro l’angolo, se l’installazione non è fatta nella giusta maniera. Serve dunque, oggi più che mai, affidarsi a partner affidabili che sappiano utilizzare le migliori tecnologie per la VDI nella giusta maniera.


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