Sostenibilità cos’è e perché è troppo importante per essere sottovalutata.
La guida completa

Sostenibilità, energie rinnovabili… l’impatto, l’impronta del nostro business, di quello che facciamo, produciamo nello spazio che ci circonda a livello sociale, economico e ovviamente ambientale.

Non è questione di passato o di futuro, nelle agende di ogni forma e dimensione di impresa, e ovviamente di tutti noi come privati cittadini, questi sono fattori vitali, tremendamente prioritari, importanti… in due parole contemporanei e urgenti. 

Contemporanei perché, al netto di ogni tipo di giro di parole, il 2022, il 2023 e anche il 2024 sono decisamente gli anni della tempesta perfetta composta da Pandemia, crisi internazionali e ovviamente straordinaria accelerazione dei cambiamenti climatici.

Urgenti perché la tempesta di cui sopra ha accelerato evidentemente processi e “derive” (prezzi di materie prime, gas, energie non rinnovabili, disastri ambientali…) che, forse, in passato fiutavamo ma con altrettanta franchezza avevamo battezzato come meno prossime e imminenti di così.

Sostenibilità cos’è e come è cambiata nel tempo

Sostenibilità comunque, vocabolario alla mano, significa soddisfare le nostre necessità senza compromettere la capacità delle generazioni future di soddisfare i propri propri bisogni. La sostenibilità non è solo ambientalismo. Integrato nella maggior parte delle definizioni di sostenibilità infatti troviamo anche preoccupazioni per l’equità sociale e lo sviluppo economico. 

La sostenibilità non è solo ambientalismo.

Da dove viene il termine? Mentre il concetto di sostenibilità è un’idea relativamente nuova, il movimento nel suo insieme ha radici nella giustizia sociale e altri movimenti passati con una storia lunga e solida. Alla fine del ventesimo secolo, molte di queste idee finiscono per unirsi nella richiesta di “sviluppo sostenibile”. 

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Sostenibilità e la Commissione Bruntland 

Nel 1983, le Nazioni Unite hanno chiamato in causa l’ex primo ministro norvegese Gro Harlem Brundtland per dirigere la nuova Commissione mondiale su Ambiente e Sviluppo. Dopo decenni di sforzi per crescere standard di vita attraverso l’industrializzazione, molti paesi erano ancora alle prese con una povertà estrema. Lo sviluppo economico a scapito dell’ ecologia e dell’equità sociale non stava portando a una prosperità duratura. Era chiaro che il mondo aveva bisogno di trovare un modo per armonizzare l’ecologia con la prosperità. 

Dopo quattro anni, la “Commissione Brundtland” rilascia la sua relazione finale, “Il nostro futuro comune”. Un report che definisce notoriamente come sviluppo sostenibile: uno sviluppo che soddisfi le esigenze del presente senza comprometterne la capacità delle generazioni future di soddisfare i propri bisogni. La Commissione ha unificato con successo l’ambientalismo, le preoccupazioni sociali ed economiche nell’agenda dello sviluppo mondiale. La sostenibilità è così diventato un approccio olistico che considera ecologia, sociale ed economica, riconoscendo che tutti questi fattori devono essere considerati insieme per trovare una prosperità duratura. 

Grazie ad un simile report il concetto di sostenibilità, rispetto alle sue prime versioni, fa registrare una profonda evoluzione che, partendo da una visione centrata preminentemente sugli aspetti ecologici, è approdata verso un significato più globale, che oggi tiene conto, oltre che della dimensione ambientale, di quella economica e di quella sociale. 

I tre aspetti sono stati comunque considerati in un rapporto sinergico e sistemi e, combinati tra loro in diversa misura, sono stati impiegati per giungere a una definizione di progresso e di benessere che superasse in qualche modo le tradizionali misure della ricchezza e della crescita economica basate sul PIL. In definitiva, la sostenibilità implica un benessere (ambientale, sociale, economico) costante e preferibilmente crescente e la prospettiva di lasciare alle generazioni future una qualità della vita non inferiore a quella attuale

Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile

Uno dei programmi più ambiziosi, degli strumenti chiave per vincere una simile sfida è sicuramente l’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile, un programma d’azione per le persone, il pianeta e la prosperità.

Sottoscritta il 25 settembre 2015 dai governi dei 193 Paesi membri delle Nazioni Unite, e approvata dall’Assemblea Generale dell’ONU, l’Agenda è costituita da 17 Obiettivi per lo Sviluppo Sostenibile – Sustainable Development Goals, SDGs – inquadrati all’interno di un programma d’azione più vasto costituito da 169 target o traguardi, ad essi associati, da raggiungere in ambito ambientale, economico, sociale e istituzionale entro il 2030.

Questo programma non risolve tutti i problemi ma rappresenta una buona base comune da cui partire per costruire un mondo diverso e dare a tutti la possibilità di vivere in un mondo sostenibile dal punto di vista ambientale, sociale, economico.

Sostenibilità: quali sono le energie rinnovabili

Le energie rinnovabili hanno caratteristiche uniche: si ricavano da fonti naturali, si rigenerano sempre e il loro impatto ambientale è molto basso. Di questo gruppo fanno parte:

  • Energia Solare: ottenuta dal sole, è la più nota energia rinnovabile. Viene utilizzata per riscaldare o raffreddare case e uffici. Viene riconvertita in energia elettrica tramite l’utilizzo dei pannelli solari e impianti fotovoltaici.
  • Energia eolica: è l’energia del vento, convertita in energia elettrica tramite l’utilizzo delle pale eoliche.
  • Energia geotermica: si manifesta con l’azione di fenomeni naturali, come ad esempio sorgenti termali, soffioni e geyser, che rilasciano calore convertito in energia pulita tramite apposite apparecchiature.
  • Energia da biomasse: viene prodotta da qualsiasi ambiente di origine biologica, dai microrganismi fino alle piante o agli animali. Forse non tutti sanno che, tra tutti i tipi di energie rinnovabili, quella da biomasse è stata la prima utilizzata dall’uomo.
  • Energia idroelettrica: utilizzando generatori ad asse verticale ed orizzontale, l’acqua viene impiegata per creare energia. Pur essendo esauribile, questa risorsa è rinnovabile, a patto che l’uomo non la sfrutti in maniera esagerata.
  • Energia marina: è generata dalle correnti oceaniche e ottenuta tramite generatori ad asse verticale e orizzontale e poi convertita in energia elettrica.

vantaggi per la salute dell’uomo e dell’ambiente in virtù dell’utilizzo di energie rinnovabili sono diversi.

Rispetto alle fonti fossili, che generano sostanze inquinanti e sono una delle cause principali di effetto serra e riscaldamento globale, quelle rinnovabili sono sostenibili: producono elettricità in modo pulito.

Inoltre, gli impianti con cui viene prodotta energia elettrica da fonti rinnovabili sono sicuri, stabili ed efficienti.

Altro aspetto da considerare è quello relativo alle spese e ai costi in bolletta, decisamente inferiori quando si utilizzano fonti di energia rinnovabili.


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